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Phone Phreakers: la storia di Joe Engressia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Corrado Aaron Visaggio   
Mercoledì 17 Marzo 2010 14:25
Indice
Phone Phreakers: la storia di Joe Engressia.
La tecnica di Joybubbles
Tutte le pagine

Questo brillante ragazzotto del sud degli States, essendo nato cieco, sviluppò una capacità estremamente singolare: riconoscere e riprodurre con un fischio suoni relativi ad alcune precise frequenze . Ma la fama di Joe non era dovuta a questa sua singolare peculiarità, piuttosto a come riuscì a sfruttarla. Egli, infatti scoprì un meccanismo per effettuare gratuitamente ed in (parziale) anonimato quelle che negli Stati Uniti vengono chiamate “long distance calls”, riproducendo dei toni appropriati utilizzando un semplice fischietto.

Questa sua spettacolare trovata gli fece meritare il nomignolo di “Whistler” (fischiatore) dai suoi colleghi della University of South Florida, che negli anni 60 aveva la fortuna di averlo tra i suoi studenti di matematica.

Purtroppo per lui, un operatore della compagnia telefonica canadese scoprì che Joe aveva messo in piedi un business con i suoi fischi: vendeva per un dollaro (1$) le telefonate che riusciva così a realizzare; venne multato con venticinque dollari (25$), ed espulso dall’Università. Una misura pressoché dimostrativa in quanto fu presto riammesso per laurearsi in filosofia (!!!) pochi anni dopo.

Secondo i rapporti dell’FBI, la compagnia che per prima notò la attività di phreaking di Joe fu la SBT&T nell’estate del 68. Inoltre, un impiegato della Florida Bell Telephone Company monitorò illegalmente le conversazioni telefoniche di Engressia e le divulgò all’FBI.

Sembra che l’FBI sfruttò la collaborazione con un altro uomo, che aveva spesso conversato con Engressia, circa i metodi di phone phreaking da lui utilizzati. Costui fu decisivo per completare le indagini. Joe fu quindi rintracciato dall’FBI e riconosciuto colpevole di frode contro le compagnie telefoniche. Gli fu riconosciuta una sospensione di pena, che comunque non gli risparmiò la galera: dovette, infine, abbandonare il phone phreaking.

Nel 1982 si trasferì a Minneapolis, Minnesota. Visse lì con la sua pensione di invalidità e un lavoro come soggetto sperimentale per la ricerca nel campo degli odori. Si avvicinò ad alcune associazioni che aiutavano le persone a riscoprire le esperienze della propria infanzia. Questo ha una motivazione. Egli, infatti, da bamabino, subì abusi e violenze da parte di una suora, che era fra l’altro una sua insegnante e nel 1988 ebbe una regressione all’età di cinque anni. Tale regressione fu disastrosa per il suo equilibrio mentale, condizionandone i suoi comportamenti sociali.

Nel 1991, tornato in possesso delle sue facoltà mentali, cambiò il suo nome in Joybubbles, nella speranza di lasciarsi alle spalle il suo passato scioccante.

Joybubbles registrò per diverse settimane, su una linea telefonica, le Stories and Stuff, ovvero storie che riguardavano la sua vita. Possono essere ascoltate su questo link (http://audio.textfiles.com/shows/storiesandstuff/)

Su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=vVZm7I1CTBs) esiste una dimostrazione di come Joybubbles potesse realizzare il suo phone phreaking.



Ultimo aggiornamento Domenica 21 Marzo 2010 08:44